brasaty

Se il brasato parlasse? Sarebbe avvelenato!
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martedì 1 marzo 2011

Come discorrere di poesie, elementi d'arredo e smegma bovino OVVERO Viaggio tra le donne trash 9. LA SEDIA SARA



È un blog di trashate, l'unico approvato dalla dott.ssa Alma Tirone, dal leggendario sguardo sofferente di Barbara d'Urso, dall'attrice e cantante Maria Grazia Buccella, dal fenomeno Laura Scimone, da Valentina Pitto (e dai suoi TACCHI ALTI), dalla docente parapsicologa Lady Barbara, dalla Sedia Sara (amica di quel troione della Pimpa), da Webreginetta e dalla sbarba più ambita della 3^ E, Marta Brugola!
A quella vacca di Gemmadelsud invece non piace.

Qualcuno potrebbe chiedersi "ma chi sono queste fratturatrici mutilate?" per questo viaggeremo insieme nel mondo dei personaggi femminili trash. Eccoci alla NONA parte*del nostro viaggio.


9. LA SEDIA SARA.





Ho trovato una poesia bellissima e voglio condividerla ORA con i miei peruviani preferiti. La poesia è di Jacques Prévert

I misteri di Saint-Philippe du Roule (immagino che sia una chiesa di Parigi)
Inseguita da un'affittasedie
una gamba di sedia se ne fuggì
per andare a vivere la sua vita.
Un fedele distratto va a sedersi
sulla sedia ora a tre gambe
Crolla!
Lo rialzano alla fine della Messa
col tronco fratturato
E da esso scivolano via migliaia di monete che rotolano sul pavimento
Un vero scandalo!

Insomma un vero scandalo equivale a un vecchio che cade col culo in terra! SBAM! 
Corpo di mille monete, che capitombolo.



Questa teatrale introduzione ci riporta allo scopo principale del Viaggio tra le donne trash protettrici del brasato. Infatti, la mia interpretazione personale è che la sedia senza una gamba sia la sedia Sara, amica della Pimpa, dopo essere stata mutilata. Conosciamola!






Momento clou, oltre alla comparsa della sedia spavalda ed invadente che parla come Calimero, anche a 3:53 con AH, IL FORMAGGIO (una frase che è possibile riciclare anche con uomini dagli esagerati problemi di igiene intima).








*(vi chiederete dove siano i Brasati dedicati alle donne trash numero 7. e 8, ossia Elsa Murru e Daniela Goggi. La prima non ha più senso di essere menzionata perché sono spariti tutti i suoi video celebr da youtube quindi non ha senso farvela conoscere, la seconda è così trash che non mi fa venire voglia di parlare!)

sabato 3 luglio 2010

Umide gimcane tra russe e brasiliane

Yes. (DUH)
Il blog ha ricevuto un makeover, ma non è per rendere omaggio né al minimalismo (?), né ai gay pride (!), né alle cantanti nere delle canzoni house (hanno tutte la stessa voce o è sempre la stessa? D'altronde il contenuto testuale di 1016 canzoni house corrisponde pressappoco a un poemetto di Prevert -CHE A ME FA IMPAZZIRE! VEDI IL LINK-).

Perché non bloggavo (che termine del cazzo) più? Ecco una triplicità:
Motivazioni sciocche e ridoline -> perché mi dovevo laureare, poi mi sono laureato, poi ho festeggiato la laurea, e palle varie!
Solite scuse -> ho tanto da fare (ma dove?), quando si è felici non si scrive un blog (si, coddati)
Motivazioni emotive che piacerebbero a Barby d'Urso -> mio padre cerca il mio nome e cognome su google e trova il mio blog e farsi fare outing dal proprio blog è un po' una barzelletta triste, quindi mi è passata la voglia.

Ma ora la voglia mi è tornata e mi imporrò di scrivere più spesso senza lasciar passare mesi o anni! E dato che il post inizia con un'elegante poesia nonsense, vorrei continuare questo circolo poetico con una poesia piuttosto EMO, sempre del caro Prevert.

Diritto di sguardo
VOI
IO NON VI GUARDO
LA MIA VITA NON VI RIGUARDA PIÙ
IO AMO CIÒ CHE AMO
E QUESTO SOLO MI RIGUARDA
E MI CONCERNE
IO AMO COLORO CHE AMO
E IO LI GUARDO
ESSI ME NE DANNO IL DIRITTO


Riassuntino: se ti guardo ti cago e ti amo, se non ti guardo non ti riguardo.