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Se il brasato parlasse? Sarebbe avvelenato!
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sabato 30 aprile 2011

L'Accordo dei Feriti in Amore (di Paulo Coelho)


Oggi il brasato non è avvelenato, è innamorato/amareggiato, e questo intervento vuole aiutare coloro che sanno cosa vuol dire soffrire per amore, non essere corrisposti, sopportare un tradimento o semplicemente amare irrazionalmente. Bitches!


Paulo Coelho, il mio scrittore preferito, ha pubblicato un bel testo sul suo blog che ho deciso di riportare qui traducendolo in italiano per chi non capisse l'inglese.


Disposizioni generali
a) considerato che è assolutamente corretto il detto che afferma "in amore e guerra tutto è lecito";
b) considerato che in guerra abbiamo la Convenzione di Ginevra adottata il 22 agosto 1864 che determina la sorte dei feriti in battaglia e che, fino ad oggi, non esiste nessun accordo promulgato per i feriti in amore, molto più numerosi;

Si dichiara che:

Art.1
Tutti coloro che amano, siano essi maschi o femmine, vengono ora informati che l'amore, oltre che una benedizione, è anche qualcosa di molto pericoloso, imprevedibile e in grado di causare seri danni. Di conseguenza, chi decide di amare deve essere consapevole che il suo corpo e la sua anima saranno esposti a molti tipi di ferite e non gli sarà possibile incolpare il/la partner, dato che il rischio è uguale per entrambi.

Art. 2
Una volta che una freccia partita dall'arco di Cupido colpisce una persona, quella persona deve immediatamente chiedere all'arciere di scagliarne un'altra nella direzione opposta, cosicché egli non soccomba alla ferita notoriamente conosciuta col nome di "amore non corrisposto". Nel caso in cui Cupido si rifiuti, l'Accordo ivi promulgato esige che il ferito recuperi immediatamente la freccia dal suo cuore e la cestini.
n.b. Per ottenere questo effetto, il ferito deve evitare le telefonate, i messaggi su internet, le consegne di fiori o da qualsiasi atto di seduzione, dal momento che atti simili potrebbero ottenere risultati a breve termine ma sono inevitabilmente cancellati dal tempo. L'Accordo dichiara inoltre che il ferito deve rapidamente cercare la compagnia di altre persone così da tenere sotto controllo il pensiero ossessivo "vale ancora la pena lottare per questa persona".

Art. 3
Nel caso in cui la ferita sia provocata da terzi, ossia l'amato sia interessato a qualcun altro che non era previsto dai piani prestabiliti, è espressamente vietato qualsiasi atto di vendetta. In questo caso, è permesso abbondante uso di lacrime, pugni al muro o al cuscino, chiacchierate con gli amici con cui il ferito può liberamente insultare l'ex sostenendo la sua totale mancanza di buon gusto ma evitando di sminuirne l'onore.

n.b. L'Accordo stabilisce che si può anche applicare l'art. 2: il ferito può cercare la compagnia di altre persone, preferibilmente in luoghi che il partner non frequenta.

Art. 4
In caso di ferite lievi, qui classificate come piccoli tradimenti, passioni fulminanti che non durano a lungo, disinteressi o disfunzioni sessuali transitorie, si deve applicare rapidamente e abbondantemente la medicina nota come Perdono. Una volta utilizzata, non si deve mai tornare indietro e l'accaduto deve essere completamente dimenticato, e mai più menzionato durante eventuali litigi o momenti d'ira.

Art. 5
In caso di ferite gravi, chiamate anche rotture, l'unica medicina capace di guarire veramente il cuore è il Tempo. Inutili e inefficaci sono i tentativi di trovare consolazione con cartomanti (che sosterranno sempre che l'amore perduto ritornerà), romanzi (in cui vi è sempre il lieto fine), telenovele o cose simili. Bisogna soffrire con intensità, evitando completamente l'uso di droghe, antidolorifici e preghiere. L'alcol è permesso con moderazione, senza sorpassare il limite di due bicchieri di vino al giorno.

Conclusioni
I feriti in amore, contrariamente ai feriti nei conflitti armati, non sono né vittime né carnefici. Essi hanno scelto qualcosa che fa parte della vita e pertanto devono affrontare l'agonia e l'estasi della loro scelta.

Per coloro che non sono mai stati feriti in amore, essi non saranno mai capaci di dire "ho vissuto". Non l'hanno fatto.


Copyright by Paulo Coelho.
Traduzione in italiano: mia, quindi mi scuso per eventuali errori.

sabato 19 marzo 2011

BITCH, PLEASE! Quattro esempi di falsità e moralismo tra BORRA, SUORE, TOPI e PIUMINI

Uno dei miei proverbi preferiti recita CHI PREDICA BENE RAZZOLA MALE, e mai proverbio potrebbe essere più appropriato a personaggi che fingono di essere per bene come Lorena Bianchetti e poi quando aprono la cavità orale si scopre che in realtà la loro è LA BOCCA DELL'INFERNO.

In numerosi luoghi della mia vita infantile, dal catechismo alla scuola, dai sei ai diciotto anni, ho sempre avuto a che fare con personaggi BIFRONTE, ossia che da un lato erano tutte sante&chiesa, e dall'altro cani&coca&mignotte, insomma finte come un'abbronzatura ORANGE.


1. MISERICORDIA - scredita gli altri per risultare la migliore
Alle superiori abbiamo dato il soprannome di MISERICORDIA a qualsiasi "donna" pronta a criticare chiunque per poi prendergli il braccetto e dedicargli sospiri d'amore. Il mio pensiero va in particolare ad un personaggio che elogiava la propria intelligenza e il proprio buon gusto in fatto di uomini, che però si riduceva ad andare con 50enni falliti solo per sfruttarli, usarne i soldi per comprare alcol e tanga firmati, e poter soddisfare piacevoli interventi chirurgici, al semplice scambio equo di fargli svuotare le palle ogni tanto. Dopo aver avuto la sua dose di BORRA, Misericordia fuggiva verso altri lidi (e soprattutto altri uccelli) più forniti economicamente per poterli spolpare. Ma nessuno le vieterebbe di farlo: ben venga che tu ti faccia FURBA, ma abbi la decenza di TACERE senza criticare altre che fanno lo stesso ma hanno la maggiore furbizia di farlo con uomini più potenti.  
Mi faccio furba anche io!


2. SUOR FINTELLA - si finge santa ma dentro è cattivella
Non so se è una cosa che noto solo io, ma tutti quelli che ostentano grande religiosità e fede, sono in realtà dei fasulli esaltati ed intensi: io vi ricordo che è inutile fare le preghierine prima di addormentarsi se durante la giornata hai ostentato viltà, veleno, perfidia, malizia, tristezza per il bene altrui e solo alla fine ti sei ricordata/o della grande FEDE che hai dentro di te. È comodo pararsi il culo dicendo "ho peccato" a posteriori, quando ormai hai dato fuoco a una suora, rovinato la vita di una tua amica, investito sei gatti e umiliato pubblicamente tua nonna il giorno del suo compleanno dandole della RINCOGLIONITA. Anche confessando questi peccati non ti meriti l'assoluzione, perché devi pensare PRIMA di farli, sennò sei recidiva e falsa come SUOR FINTELLA.
Cyber latex suora furba.


3. IL TOPO LADRO - fa la superiore, ma poi ruba borsette in discoteca!
Sei sempre stata inutile durante le superiori, ma diplomandoti (in maniera fallimentare) hai deciso di togliere il saluto a tutti i tuoi compagni. E fin qui, nulla da ridire... ma se tenti anche di rubargli le borsette in discoteca allora da persona che tenta di essere superiore ti dimostri LADRA GREZZA E MALEFICA! Ti meriti la qualifica di topo ladro. D'altronde, cosa ci si poteva aspettare da te, che a meno di 25 anni sei già una casalinga di tutto rispetto pronta a girare il mestolo nel minestrone guardando Forum e cagando marmocchi? E pensare che ti vedevamo ballare MOI... LOLITA, giocando ad essere spensierata e sublime, protagonista di una giovinezza infinita! Ladra.


4. I PIUMINI: falliti, ma pur sempre poverini
I Piumini sono dei personaggi ambosessi con cui tutti ci troviamo a che fare durante la nostra carriera scolastica o lavorativa e che denotano incapacità organizzativa, zero carisma, fallimento interiore, e vengono quindi definiti dai nostri cari POVERINI: nonostante questo, passano il loro tempo a denigrare chi lavora/studia con loro, definendo gli altri incapaci e inetti pur di non ammettere le loro capacità, mentre essi tramano perfidie e promiscuità. Non sanno né organizzare né organizzarsi, amano mettere zizzania e creare scompiglio, e se ricoprono le posizioni che hanno non è certo un premio, semmai un contentino. Si rendono INinvidiabili nonostante si atteggino a INVIDIAMI INVIDIAMI GUARDA IL MIO SUCCESSO. Bitch... please.
Persino Valery ha più eleganza e carisma di un Piumino.



lunedì 7 marzo 2011

La Formula della CHOLA: è matematicamente TROIA! [sponsored by un vermouth da 2€]

Questo post contiene riferimenti esotici e remoti a fatti realmente accaduti, nonché a sopracciglia complicate e molto, molto autoritarie.



"Chola" è, tra gli americani, qualsiasi donna latina appariscente (accessoriata solitamente di un trucco pesante, sopracciglia tatuate e stile discutibilmente GHETTO -che nessuno ha il coraggio di farle notare temendo di venire accoltellato con le pinzette per i peli incarniti-). La chola esiste quando prendi una J.Lo (che già di suo non è un esempio di glamour), la metti in una prison for bitches (cit. Telephone) e aspetti due anni. 
C= [J.Lo + p4b]2

Tanti, tanti, tanti anni fa, in discoteca conobbi una chola. Era... Britney in Me against the music.


Così scoprii che la chola non è solo una latina, ma nel mio magico mondo trash con radici sarde e tanto anti-glamour milanese, può anche essere un SERPENTELLO: sia un infimo rettile ambiguo e sinuoso, sia un palo di carne scioccherello. 



Per via della loro natura sinuosa/fallica, a chiunque potrebbe capitare di incontrare una chola, ma non a tutti di trovarne una particolarmente GAGGIA (che è un termine prevalentemente sardo e molto amato dal Brasato, perché vuol dire grezza, infima, squallida, patetica, rozza, burinella). Per questo ho scoperto la FORMULA DELLA CHOLA.


FORMULA CHOLANA

CHOLA= latina + trucco pesante + rissosa;
GAGGIA= ignorante + accento sardo marcato + pettegola + infantile.

[(CHOLA + GAGGIA) x BREVE CHIACCHIERATA] = SPUDORATEZZA³.

That's logic! La chola, infatti, per natura, appena ha qualcosa da chiedere lo fa, perché la sua anima gaggia le impone di spettegolare spudoratamente. È un istinto primordiale, inconsapevole che l'arte del gossip consiste nel non farsi sgamare e nell'essere discreti. E così una chola gaggia mi incontra per 2 secondi e la prima cosa che fa è chiedere (non a me, ma al mio portavoce)...
MA DA QUANTO TEMPO È COSÌ?

...Così ...così come? Anti-cholesco? Da sempre, mia cara.
Mi conosci da tre secondi, che cazzo te ne frega di sapere da quanto tempo sono gay? Potrei esserlo da ieri, da tre mesi o da 22 anni... MA non deve interessarti! E se ti interessasse così tanto, saresti libera di chiederlo... A ME. Il fatto che tu lo vada a chiedere al PORTAVOCE dimostra che vedi l'essere gay come qualcosa di negativo, qualcosa il cui parlare dovrebbe portare a vergognarsi, qualcosa che alle chole fa PAURA. Un altro commento cholesco potrebbe essere, sempre riferito alla palese omosessualità della VITTIMA,
CERTO CHE NON FA PROPRIO NULLA PER NASCONDERLO.
...




Cosa dovrei nascondere? Di cosa dovrei vergognarmi? Dovrei forse vestirmi da TE per passare inosservato? Adottare degli atteggiamenti che NON mi appartengono per sembrare ai tuoi occhi normale?

Se "normalità" volesse dire essere BRITNEY in Me against the music / una CHOLA / una GAGGIA -ma anche non lo volesse dire- preferirei di gran lunga la mia diversità.

Ma siccome queste sono cose che dicevo già a 14 anni, trovo molto triste doverlo ribadire a 23 anni.


p.s. In realtà questo sfogo contro le chola nasce dal fatto che la suddetta chola ha CRITICATO il drink sapientemente preparato con un vermouth a due euro che compriamo sempre, il CAROLI!
QUI per la pagina facebook che a lui abbiamo dedicato: IL COMPAGNO CAROLI.



venerdì 4 marzo 2011

SUPERGAY! ovvero L'incoerente gay represso che si cela dietro ogni fantomatico omofobo



Puoi avere i capelli biondi con punte castane, radici castane e riflessi ambrati, ma per farla in breve dici "ho i capelli biondi!" o, in francese puoi urlare "j'ai des cheveux blonds!" (me l'ha insegnato ieri il podcast di francese per principianti "French with Alexa").

Allo stesso modo puoi chiamarti eterosessuale e invece in particolari circostanze può piacerti la CHOLA (=il serpentello)... O quale omosessuale può escludere totalmente che un po' gli piaccia anche il RICCIO (=la quaglierella)?

Povero è il cholo i cui piaceri dipendono dal volere di qualcun altro.


Per questo dobbiamo ignorare le critiche altrui (simbolo del loro "volere") e pensare solo a procurarci il Piacere, senza agire in maniera sconclusionata! Bisogna, infatti, sempre pensare alle conseguenze delle proprie azioni e assumersene le responsabilità (non fare come un Cristiano Ronaldo che va per locali gay, si mette lo smalto e si tiene la fidanzata trofeo).

Mh, I smell a sfranty!



Quindi, se ci piace da sempre la squaqquera, non vuol dire che un giorno potrebbe piacerci anche il mandolino. Ad esempio a me non piacevano le olive ascolane fino ai 18 anni e ora ne mangerei quintali! Mai dire mai, tutto ciò che non è nocivo PROVANDUM EST (liquidi sessuali SI, non strambe droghe dalle conseguenze irrimediabili).

E proprio in seguito all'esempio di quel Ronaldo MASCULO ma dagli atteggiamenti metrosessuali, svelerò IL SEGRETO (annunciato da un'immagine di Mae West demonia capitalista).
"Lady Gaga guarda e impara"



La storia, i quotidiani, Panorama, i racconti delle nonne, i film e le favole dei fratelli Grimm ci insegnano che i personaggi più critici, severi e stupidelli nei confronti degli altri orientamenti sessuali sono poi gli stessi che, dopo essersi vantati di aver "cashtigato" l'ultima poverina (la quale, se venisse interpellata, direbbe: MEGLIO SUORA!), vanno a farsi montare da una trans per poi fare un pompino ubriachi nei bagni di una spiaggia al primo che capita. E il giorno dopo: A ME I GAY MI FANNO SHCHIFFU!



...A me fai schifo tu che dici queste cose ma poi sembri il MURATORE DEI VILLAGE PEOPLE, ti vesti da bambino indie gay per andare in discoteca, balli It's raining men e conosci tutte le parole delle canzoni di Lady Gaga.... SUPERGAY.

TU.

Vivi e lascia vivere, che tu sia una chola spodestata, un cholo sadomaso, una Emma Marrone diarroica, una Paperina scintillosa o una Suora Allucinata. Oppure infilati una CANDELA nel culo.



...que cuando siento el ritmo, mi cuerpo quiere ma-a-as!


venerdì 21 gennaio 2011

Un'anziana a gambe aperte presenta il fenomeno del fashion blogging

È arrivato il momento attesissimo (ma dove?) di parlare di qualcosa che mi sta molto a cuore, parlare di una pagina Facebook che mi ha rubato il cuore, ma prima: una vecchia troia pazza fotografata da David Lachapelle.


Quanto vorrei partecipare ad una festa americana con questi sciocchi personaggi! Party in the USA con Miley Cyrus.

Comunque, oggi parlerò di qualcuno che fa del VELENO PURO.  Ma prima un breve excursus:
Il fashion blogging è un fenomeno che nasce alcuni anni fa e che riguarda principalmente delle SCIOCCHERELLE (utilizzo il genere femminile per includere volutamente sia le donne che le sfrante) che scrivono di moda sui propri blog. A livello internazionale, il fashion blogging è riconosciuto come fonte di guadagni da milioni di dollari, con blog molto apprezzati e affidabili come The sartorialist o Manolo's shoe blog. Ovviamente l'industria della moda sfrutta il fenomeno, con grandi e piccole case di moda che regalano ai blogger dei loro vestiti o accessori (un po' come fanno con le celebrità) o pagandoli per proporre determinati look che si vogliono "spingere". E così i guadagni del fashion blogger aumentano, anche grazie a Google AdSense e alle odiose pubblicità tra un post e l'altro...
E in uno schiocco di dita sei milionaria e icona di stile

Beth Ditto è una che, se non avesse fatto la cantante, sarebbe stata un'ottima fashion blogger.


Un mestiere così non può che fare gola diventando in breve tempo, dopo LA VELINA, la nuova risposta alla domanda "cosa vuoi fare da grande, dillo a nonna?"... Specialmente in Italia, dove il guadagno facile viene cercato da TUTTI (tranne che da Lele Mora, che ormai gira pubblicità di merda offrendosi per un euro). Ma se gli italiani sono tanto bravi a fare gli stilisti, meno lo sono a fare blogger di moda: infatti se l'attività principale dovrebbe essere la scrittura critica, le fescioncretine italiane preferiscono farsi fare mille foto (le più poracce le foto se le fanno con la Nikon in autoscatto) con degli outfit sapientemente creati a cazzo, scrivendo INDOSSO UNA BORSA DI GUCCI, QUANTO MI PIACE! IL VESTITO È DI VIVIENNE, LE SCARPE PRADA. Parole seguite da 360'000 fotografie inutili.
Riflessione: puoi anche indossare capi di grandi stilisti, ma c'è un sottile confine tra sembrare un'icona di stile e una contadina ucraina / una battona dell'Est Europa arricchita / una versione malriuscita di Malefica della Bella addormentata nel bosco.


E qui entra in ballo la mia pagina Facebook preferita, 

La pagina prende in giro le mise improbabili, ridicole, volgari e incompetenti di Sua Somma Sedicenza Chiara Ferragni (una abbastanza conosciuta sedicenty) e della sua corte di aspiranti sedicenty (con la -y, da usare sia al singolare che plurale: un neologismo trashy!). E siccome queste care amiche hanno tutte aspirazioni internazionali, scrivono i loro post sia in italiano che in inglese per attirare un pubblico più vasto. Peccato che l'inglese utilizzato sia ad un livello infimo, peggio di quello scolastico: le sedicenty utilizzano infatti l'inglese automatico di Google Translate, come ci dimostra questo bell'esempio, preso da un blog pieno di fondotinta e scritto da una che vive a Downtown Galliate:
The outfit you see in these pictures is what I wore Saturday night for the fashion show Men / Women of Seville (soon will the photos), because of work I believe that it alone will be referred to attend, but I will refer for the week women's fashion.

Poi c'è una disperata di Catanzaro (Catanzaro is the new fashion Mecca!) che ha un ciondolo comprato da una venditrice Avon a forma di Tour Eiffel (ed è subito PARIS!) e una cazzo di borsa Renato Balestra (Avon, Tour Eiffel, Renato Balestra... già qui basterebbe per chiuderle il blog e denunciarla per oltraggio al pubblico pudore), si fa foto con dei motorini Aprilia e inginocchiata sul marciapiede indossando un maglione del padre e si crede una novella Audrey Hepburn quando invece persino Paperina balaora de flamenco ti fa un baffo!

Insomma, se volete diventare fashion blogger non dovete partire dal farvi regalare dal PAPI una reflex e un guardaroba da grido, ma dal fare:
- un corso d'inglese;
- un corso di scrittura creativa italiana;
- una full immersion di studi di moda;
- un salto dal chirurgo o, per le meno abbienti, da un bravo make up artist per fare la magia e rendervi sublimi;
- un corso di Adobe photoshop CS5. Insomma, imparare a fare qualcosa di più che usare il Clone tool per togliere i brufoli e l'aumento della saturazione e del contrasto per fare l'effetto "disagio anni '70" che va tanto di moda.

...e se dopo aver fatto tutto questo sarete ancora convinte di voler sprecare il vostro tempo a giocare a fare le bimbominkia alla moda... non avrete capito un cazzo.

martedì 7 dicembre 2010

Lady Gaga a Milano (feat. Wilma de Angelis)

Il momento atteso da tutti* è arrivato. Lady Gaga ha portato il carrozzone del suo The Monster Ball anche a Milano per le due date del 4 e 5 Dicembre 2010.
[*sfrante, dodicenni che passano il tempo in fila a bere alcol per poi vomitare di fianco al palco, madri in dolci attesa, bestemmiatori, pescadores y futbolistas, tronisti, amanti delle olive, romani che urlano a Gaga AHO CHE BER CULO CHE C'HAI]


La mia opinione a riguardo è puramente personale, avvelenata e sciocca, quindi non intendo attirare l'attenzione degli esaltati che scambiano Lady Gaga per una dei Jonas Brothers o dei Negramaro e pretendono di difenderla ad ogni costo quindi ammonisco: ALLA LARGA, VOI.

Non ho visto tanti concerti degni di essere chiamati tali nella mia esistenza: escludendo le varie Jo Squillo, Neja, Sabrina Salerno e Nilla Pizzi (I WISH!! ...ma solo per Nilla, le altre le ho viste davvero) posso dire di essere stato a...

The Onyx Hotel Tour di Britney Spears (2004)

Confessions Tour di Madonna (2006)

Il concerto di Britney era una baracconata che apprezzavo perché avevo 16 anni e Britney era una brava ballerina (volevo trovare solo il lato positivo perché la questione VOCE era molto poco considerata all'interno dello spettacolo). Il Confessions tour ha raggiunto vette di glitter, frociaggine, felicità ed eleganza che sono quasi impossibili da riottenere per la stessa Madonna e che mi fanno guardare a quattro anni fa con nostalgia e stupore.
Di simile mi viene in mente Kylie con lo Showgirl tour del 2005 ma non l'ho vista live (solo in DVD!) e quindi NON SO.

Ok, ora Lady Gaga. Partiamo dall'inizio. 
ECONOMIA: Il mio ragazzo mi ha regalato i biglietti per The Monster Ball a maggio in occasione della mia laurea. 74 euro a biglietto per stare in piedi in uno spazio vitale ristretto al forum di Assago (...osceno) per il concerto di una 24enne sulla scena pop da, boh, 3 anni? Eccessivo. Per Madonna, al Confession tour allo Stadio olimpico di Roma (spazio per più di 80000 anime) il biglietto per lo stesso posto costava 60. Mhhhhhh.

PRELUDIO: per dei posti parterre, bisogna ovviamente andare prima per stare sotto il palco oppure si muore. Il problema è che fare la fila all'aperto, sotto la pioggia che poi diventa neve, è terribile. Sarebbe stato peggio se in fila ci fossero state mille sfrante cattive e ambiziose a scavalcare e fottere il prossimo (o farsi fottere, a seconda delle circostanze), e per fortuna non è stato così. Insomma, almeno per la data del 5, quella a cui ho assistito io, in fila c'era gente variegata. Certo, checche lampadate e con gli occhi a palla non mancano mai, ma notevolmente meno di quanto mi aspettavo. Vaffanculo alla neve. A differenza di Madonna, dove una seconda fila era assicurata arrivando alle 19 del giorno prima, per Lady Gaga arrivare alle 13 del giorno stesso mi ha assicurato una gioiosa terza fila, poi diventata seconda fila, direttamente di fronte agli infogati che per stare di fronte a me avevano il "vip package" da 200 €. Non male, punto a favore.

INTRODUZIONI NOIOSE: Lady Starlight (che è Demonia, la mia professoressa di semiotica all'università), esistente per scaldare il pubblico, ha bevuto Jack Daniels suonando canzoni a me sconosciute di cantanti rock e noiosi a me conosciuti solo di nome. I Semi precious weapons che succedevano questa pazza sono dei cocainomani finti-giovani con tacchi alti e bisogno di essere guardati, ma che essenzialmente mi hanno annoiato. Dopo questi due, un ritardo di oltre mezz'ora in cui siamo stati costretti ad ascoltare tutta la discografia di Michael Jackson ha reso tutti ampiamente isterici. In sostanza, artisti introduttivi INUTILI.

TRAMA: alcuni concerti hanno dei semplici "atti" a tema, tema che si riflette nei costumi, negli arrangiamenti musicali, nella scenografia e nelle coreografie; altri invece hanno una storia raccontata tra una canzone e l'altra. Il Monster ball è più o meno appartenente alla seconda categoria, con quattro atti.
Il concerto è ambientato a New York e racconta la storia di Lady Gaga e i suoi amici (comparse rifiutate dal Rocky Horror show) che vogliono andare al Monster Ball e ci provano in vari modi. Nell'ATTO I, tra le luci nonsense della città, provano a prendere la macchina che però non parte, e si prova a seguire la via glitterata (?). Nell'ATTO II, la metropolitana newyorkese si rivela essere più adeguata per andare al Monster Ball, ma qualcosa va storto (?) perché nell'ATTO III Lady Gaga arriva nel punto più oscuro e macabro di Central Park. E poi, boh, così, ci ritroviamo nell'ATTO IV dove compare un pesce immenso degli abissi (?) e Gaga ci informa con la sua voce da Eros Ramazzotti dicendo IT'S THE MONSTER. THE FAME MONSTER. Gli dà fuoco col suo reggiseno infuocato, e poi va al ballo. E qui boh, Bad Romance e addio. Insomma è una specie di Mago di Oz che incontra funghi allucinogeni e cocaina, una trama stupida e spiegata solo tramite brevi interludi, perché quasi tutte le canzoni non c'entrano un cazzo con la trama.

ITALIANO: lei si sforza di parlarlo con delle gag sapientemente costruite ma secondo me poco spontanee e probabilmente ripetute anche nella tappa del giorno prima e a Torino il mese scorso, ma quando dice "piccoli mostri" è carina e si vede che si impegna.

EDUCAZIONE FISICA: la trovo grassa. Non è certo un elemento su cui giudicare un concerto ma la trovo grassa, o meglio rotonda, e non me l'aspettavo. Quel colore giallo piscio dei capelli è triste. L'impegno nelle coreografie è scarso, ma forse la colpa è anche dai costumi da Belen Rodriguez.

DIBATTITO: Lady Gaga ama parlare. Sono discorsi costruiti con finta spontaneità che vengono detti continuamente in ogni circostanza come una cantilena, e il senso è sempre quello: "siate voi stessi, usciti da qua siate delle star, credete nelle vostre possibilità" conditi da frasi buttate qua e là a seconda del posto in cui si trova (in Arizona parla dell'immigrazione illegale dei messicani, in Italia del fatto che gli italiani hanno i cazzi più lunghi). Non so, alla fine è quello che fa qualsiasi artista in tour, ma per parlare così tanto sembrando falsa è meglio cantare e ballare come una scema e basta. Un paio di battute però mi hanno fatto ridere, quindi ringrazio il suo senso dell'umorismo.

VOCALITÀ: è tanta, ma le canzoni sono ancora troppo poche per costruire una scaletta degna di questo nome (canzoni inutili come So happy I could die si potevano evitare).

VIDEO BACKDROPS: troppi. È tutto un "guarda com'è artistico, d'avanguardia e strambo! È arte!!". Perle ai porci? Non lo so. Ma la musica di certi intermezzi video era più bella di un paio di canzoni.


DEMONIA: a volte le cambiava la voce diventando un demone. Statue alate in fiamme e angeli neri che suonano l'arpa sono oltremodo angoscianti. Il fatto che l'ultima foto che ho del concerto sia numerata dalla mia fotocamera come 666 è altrettanto terribile. Lei è dunque una DIAVOLA.
CONCLUSIONE: 8-. In fin dei conti, mancava qualcosa. Quel qualcosa che solo una donna avrebbe potuto dare:
Mentre Lady Gaga cantava Bad Romance alla fine del suo concerto, io cantavo a squarciagola DIMMI; DIMMELO DI SI.




Sul canale del Brasato su Youtube sono disponibili i video del concerto ripresi da me, mentre QUI troverete le foto fatte da me!
Ecco alcuni dei video, ma sul canale ce ne sono molti altri!




















mercoledì 17 novembre 2010

Sfogo contro l'omosessuale medio represso sui social network




Sei gay? Allora non dire su Facebook "Mi piacciono: DONNE" o "che gnocca questa!", perché se sei etero non hai bisogno di dire che ti piace la figa.. Quindi se lo scrivi sei già gay.
Ti fai più lampade di Maurizia Paradiso.
Hai fatto pompe (alla besciamella? vedi QUI) a tutta Milano.
Sei fan di Lady Gaga, Britney Spears, Francesca Cipriani e Gossip Girl... Ti sei fatto qualche domanda?
Non dico che devi prendere coscienza della tua omosessualità ORA (beh, dovresti), ma almeno evitare di prendere per il culo gli altri inserendo il superfluo dettaglio del tuo amore incontrastato per le donne... Ma per piacere! A preferenza non scrivere NULLA! Sei una seminarista sfranta.



You're gay, and it's ok!

Muoviti a prendere atto di ciò che sei, perché comportarsi come fai tu è come negare una cazzata, come ad esempio che non hai una cicatrice sul ginocchio quando invece ce l'hai. A nessuno gliene fregherà nulla se hai una cicatrice sul ginocchio o meno (beh, le mie esperienze insegnano qualche finocchietto di Burcei o di Quartucciu potrebbe prenderti in giro, o qualche losco figuro di Rozzano potrebbe darti un colpetto al collo, ma amen), ma in cuor tuo il tuo ginocchio sarà sempre lì a dirti HAI MENTITO.

Il funzionamento del tuo pacco ha una scadenza (e non ci saranno pillole blu che funzioneranno), quindi vedi di utilizzarlo nella maniera più adeguata prima della fine dei suoi giorni, fallo divertire il tuo PIPPO!

Concludo con la mia reazione all'utente omosessuale medio che afferma di amare le donne: