brasaty

Se il brasato parlasse? Sarebbe avvelenato!

mercoledì 12 gennaio 2011

Lele Mora per Alfonso Luigi Marra OVVERO Lo spirito di un'attrice di serie B si impossessa di un noto talent-scout per promuovere i soliti libri astrusi

Premessa: per dare il titolo ai miei Brasati mi piace seguire uno schema, che forse qualche lettore avrà già colto. Ad esempio, guardando i vecchi titoli:
In questo caso però ero indeciso se intitolarlo "un noto evasore fiscale promuove una pubblicità per un libro  di cui s'è già parlato" o "un ex parrucchiere che non si definisce critico trova bellissimo un libro di Alfonso Luigi Marra" o ancora "ALFONSO LUIGI MARRA 2: la vendetta del Labirinto". Beh il titolo può essere solo uno e quello che è, È.


Per chi si fosse perso la prima parte di questa stramba recensione pubblicitaria, le mie opinioni sono già state espresse su Un'attrice di serie B presenta un epistolario in sms incompreso OVVERO Cosa che mi perplime nello spot per Il labirinto femminile di Alfonso Luigi Marra con Manuela Arcuri che vi invito a leggere.

Ma poteva finire così? Ossia con una brutta pubblicità per un libro di cui non si trovano recensioni se non "èBBellissimo" detto dalla Arcuri, e che si trova solo nell'edicola di Piazza Duomo a Milano? Certo che no! Infatti, dato che non tutti sono ancora stati ammaliati dalle precedenti pubblicità per i libri di Alfonso, ecco arrivarne una quarta, con... Aldo Busi? Philippe Daverio? Lo spirito di Alda Merini? NOOO! Ah, ok... con Federico Moccia? Francesca Cipriani? Victoria Silvstedt? Ancora NO, però ci stiamo avvicinando, infatti il nuovo testimonial è un altro uomo di cui tutti ammiriamo la sobrietà, le doti culturali e i gusti in fatto di letteratura italiana, LELE MORA!


Anche in questo spot ci sono diverse cose che non vanno, anche se a differenza dei precedenti è VOLUTAMENTE trash e ridicolo.

1) LELE MORA? Vabbè, peggio di Manuela Arcuri non poteva essere, ma anche lui non è certo la persona da cui mi interesserebbe farmi consigliare un libro da leggere, specialmente perché dicendo "Il labirinto femminile è il libro più straordinario che ho mai letto" è un po' come dire, fra le righe, che tempo per leggere un bel libro non ne deve avere avuto mai tanto. E attenzione, io il libro non l'ho letto, ma a priori e in maniera assolutamente ottusa non penso che possa essere migliore delle opere di certi BISONTI della letteratura. Certo che se il libro è scritto allo stesso modo della lettera di protesta di Alfonso Luigi Marra o dei testi dei suoi spot pubblicitari, lo troverei pesante. E infatti passiamo ad un altro problema...

2) LO SCRIPT. Mi prendo la briga di trascriverlo così riuscirò anche io a capirlo meglio.
Specchio, specchio delle LORO brame! Dì pure a costoro che ciò che riguarda Marra è sempre la cosa più brutta del reame! NON SONO UN CRITICO, ma Il labirinto femminile è il libro più straordinario che ho mai letto e allora mi sono offerto PER UN EURO di rompere io il silenzio assordante di quelli che dovrebbero parlare ma credo temano causi gli attesi cambiamenti. LEGGILO! È davvero bellissimo.
ORA, io in questo testo trovo tanto cavalcare l'onda della polemica del fallimentare spot precedente con la Arcuri e poca promozione del libro. Io non comprerei mai un libro (DUE, perché ci viene ficcato in mezzo allo spot pure l'altro!) perché ha suscitato polemica, ma giudicare dalle vendite de Il codice Da Vinci però forse in tanti farebbero l'opposto (-ma poi, il libro non ha nemmeno suscitato polemica per i contenuti, solo per la sua orribile pubblicità!). La frase iniziale vede una citazione simil-fatata seguita da una MAREA di vittimismo che evidentemente Alfonso Luigi Marra tira sempre un po' in ballo. Il sottolineare la propria scritturazione per fare la pubblicità al costo di un singolo euro è una tattica squallida per dire "l'ho fatto per una giusta causa, non per i soldi" (-e ci mancherebbe altro, di quelli ne hai già abbastanza-) e far parlare di euro proprio lui, noto evasore fiscale, è una manovra giusta per farlo sembrare onesto e pieno di umiltà nell'apprezzare il libro. Impegnato nel sociale e nel mondo delle "giuste cause" come Enrica Bonaccorti che difendeva i cani nel 2002.

3) IL SILENZIO ASSORDANTE. Il testo, sulla falsa riga degli altri, è sempre intriso di costruzioni pesanti, decadenti e vetuste. Dopo "lo strateg(g)ismo sentimentale che ha enormemente influenzato il cammino della civiltà" passiamo a "il silenzio assordante di quelli che dovrebbero parlare ma temono causi gli attesi cambiamenti". Ora, gli attesi cambiamenti che io mi aspetto sono la fine di una classe politica ormai logora, un ridimensionamento del Vaticano, e la scomparsa di Barbara d'Urso, Juliana Moreira e di Lorena Bianchetti dagli schermi televisivi per almeno i prossimi 15 anni. Da come parla Lele Mora, invece, pare che il libro provochi degli attesi cambiamenti dentro ogni lettore, ma nessuno di coloro che l'hanno letto lo voglia dire. E per questo arriva LUI, il prescelto, a rompere il silenzio ("assordante", perché chi l'ha letto tace ma tutti coloro che si basano sulla mera superficie pubblicitaria e arcuriana ne blaterano continuamente). 

4) LA NENIA MACABRA/REQUIEM. Ormai ovunque vai, in tutta Italia, senti la macabra nenia musicale alla Dario Argento che ci accompagna anche in questo quarto spot. Inizio a pensare che anche la musica sia opera dello straordinario genio incompreso di Alfonso, perché altrimenti non avrebbe senso utilizzarla in quattro pubblicità diverse. O forse si! Ho capito tutto! La musica, che di per sé ispira una sensazione di problematica negatività, crea un sottile filo rosso che lega le diverse pubblicità, associando questo malessere musicale alle tematiche dei libri (la pissicosi, lo strateggismo, la depressione). La nenia macabra serve dunque a prepararci a un tomo pieno di mistero, suspense, arcano.

5) L'ALTRO LIBRO. Dopo il solito conto alla rovescia emotivo che fa palpitare gli animi di chi guarderà il video su Youtube, vediamo un effetto magico e molto (MOLTO!) elaborato che produce... Non un libro ma DUE! Una "saggia tattica" per pubblicizzare, in maniera subliminale, anche La storia di Giovanni e Margherita, sempre cavalcando l'onda della "polemica" -fa ridere definirla tale-. Trovo che sia inutile mettercelo in mezzo, anche perché Lele Mora non lo considera neanche di striscio! Probabilmente è stato aggiunto in fase di montaggio "mettiamoci pure quell'altro libro che gli diamo un po' di visibilità".

6) LA MAGGIA. Lele Mora, comparendo magicamente di lato con sullo sfondo uno specchio e creando un'atmosfera da Attraverso lo specchio e quel che Alice vi trovò fa da tramite verso un mondo fatato, quello contenuto nel Labirinto (che ricordiamoci, è uno studio legale con Luisa e Paolo). Confesso che lui mi ricorda un po' il figlio segreto di Moira Orfei (per il colore della camicia e l'espressività delle sopracciglia) e Alfred Hitchcock (con quell'indole da prezzemolino che compariva tra un omicidio ed un altro). Lo spot manca degli improvvisi tagli-zoom incompetenti del precedente spot della Arcuri, quindi è già un passo in avanti, ma anche se a livello visuale ci siamo, a livello testuale siamo lontani anni luce da una pubblicità fatta come si deve.


7) IL VERO STRATEGGISMO. Il vero strateggismo -non sentimentale ma economico- consiste nel voler a tutti i costi cavalcare un'onda di polemica che non riguarda il libro, né i suoi contenuti (al massimo la terribile copertina), ma piuttosto la viralità sul web dei precedenti video: una vera benedizione per le vendite dell'ultimo libro di Alfonso Luigi Marra, che è diventato un feticcio trash da avere -nemmeno da leggere- solo perché è stato pubblicizzato in maniera indimenticaBBile. E dato che tutti i miei amici lo cercano solo per farsi una foto avendolo tra le mani, ora lo voglio anche io.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

A tutto ciò, che non fa una piega, vorrei aggiungere che
"il libro più straordinario che HO mai letto"
è l'ennesimo storpio del congiuntivo, lo so, oramai non ci fa caso più nessuno, non mi stupirei se venissero voci di gente denigrata dalla televisione solo perchè usava il congiuntivo...però...ci sarebbe voluto ABBIA...

Anonimo ha detto...

Marra: Cara Selvaggia, Sara è pornografa, Gruber è Bilderberg: chi credi sia meglio?

«Cara Selvaggia, premesso che sai che ti sono affezionato e ti stimo, sto scrivendo in questi giorni un complesso documento sul tema dell'abiezione come cultura di fondo che domina ogni cittadino del regime, uomo o donna che sia, salvo non sia un dissidente.
Un'abiezione frutto dell'influsso della depravazione consumistica sulla cultura di base dell'occidente, che è il dogmatismo monoteistico ebraico cristiano.
La mia conclusione è che ogni occidentale ha come cultura di fondo l'abiezione, che però in alcuni è attiva, in altri è passiva, in altri ancora è subita ecc.
Ora, secondo me, le forme di abiezione più riprovevoli non sono sempre le più perniciose dal punto di vista degli effetti sociali, con il risultato che Ilenya (quella di cui a La fase di Ilenya), o Sara, pur soccombenti dinanzi alla pressione della pseudo cultura vigente, sono culturalmente benefiche, perché inducono l'idea della necessità del cambiamento, mentre Gruber è perniciosa, perché con la sua apparente irreprensibilità, 'fa tendenza', ovvero concorre a omologare l'idea che il Bilderberg sia una cosa 'normale', laddove è la radice del male.
Inoltre, sono costernato per questa vicenda del porno di Sara, che ovviamente non ha proprio nulla a che fare con il nudo che ho usato io per un fine di così alto rilievo morale e sociale come quello di abbattere il signoraggio.
Video, i miei, che oltretutto l'avrebbero enormemente avvantaggiata, perché quando il signoraggio avesse cessato di essere tabù (e cesserà di esserlo: lo prometto alla società!), Sara avrebbe in un modo o nell'altro dovuto raccogliere il riconoscimento per aver contribuito a questa guerrà, oltre che nobilissima, essenziale per poter superare la barbarie economica e morale che schiaccia oggi l'economia e la civiltà.
Cionondimeno, finanche ora, premesso che aborro la cocaina, la pornografia, l'eventualità che abbiano usato la cocaina per indurre Sara al porno ecc., resto dell'idea che l'esempio di Gruber è pernicioso, mentre quello di Sara è distruttivo per lei stessa, ma comunque funzionale alla sconfitta del signoraggio.
Perché il signoraggio è un argomento di una tale gravità che non ha senso temere che possa essere 'screditato', perché può essere solo occultato, e nel momento in cui le decine di milioni di italiani che ora dicono questa parola senza capire di cosa si tratta, capiranno, ti assicuro che saranno tutti con Sara e tutti contro Gruber..

Gino Marra»

Ufficio Stampa Pas-FermiamoLeBanche